25 gennaio 2006

I veri poveri non fanno rumore!


Ora basta! Sono mesi che veniamo saturati da continue voci catastrofiste e la maggior parte vengono dai nostri vicini di casa, colleghi, amici che riportano il tam tam proveniente da tv e giornali. Ma ci siamo guardati attorno prima di gridare al lupo? Perchè posso accettare una riflessione sul modello occidentale di sviluppo, ma non che siamo in crisi. Ora mettiamo in ordine le cose:
1) chi ci ha rimesso dal cambio lira-euro sono gli operai e tutti i dipendenti con i redditi base. Tutti gli altri si sono adattati, altrimenti come spiegarci gli aumenti generalizzati? Artigiani, commercianti, imprese, gestori di attività, liberi professionisti ecc. ecc. hanno adattato immediatamente le loro tariffe, con il permesso di uno stato che sostiene il libero mercato. Vi ricordo che è successa la stessa cosa in Francia, Germania, Olanda e in tutti i paesi dell'Unione.
2) La crisi nasce dal fatto che siamo uno dei popoli più indebitati del pianeta. E a chi dare la colpa se il Sig. Rossi che guadagna 1500 euro al mese si è indebitato per 150.000? E tutti i mesi deve pagare il mutuo, la rata macchina, le bollette dei tre telefonini, l'abbonamento a SKY, la rata computer e chi più ne ha più ne metta? E se il Sig. Rossi arrivando a fine mese fa fatica e non ha i soldi per la benzina ed un week end al mare? Queste sono le cose che generano infelicità, malcontento e rabbia.... ma la responsabilità è sempre di chi ci governa o del Sig Rossi che ha speso dieci volte quello che guadagna?
3) Abbiamo abbracciato la democrazia e ci siamo dimenticati il valore primo della democrazia: la libertà. Siamo liberi di scegliere dove far la spesa, siamo liberi di fare la raccolta differenziata dei rifiuti, siamo liberi di non consumare il superfluo, siamo liberi di andare in bici in città anzichè in macchina e così via. Invece di far girare i nostri guadagni nelle tasche dei grossi gruppi, degli ipermercati, torniamo a farli girare ai cittadini normali, ai piccoli negozi. Sempre consapevoli che stiamo andando avanti e che quindi tante vecchie abitudini saranno da abbandonare e che il cambiamento avanza.

Ricordiamoci delle persone veramente in crisi!! Nel mondo nel 2026, cioè tra 20 anni, ci saranno due miliardi di persone in più. Saranno presenti nelle regioni più povere del pianeta, dove essere in crisi significa non avere di che vivere. E' nostro dovere fare del nostro meglio per aiutarli e per far sì che abbiano pari dignità e diritti. Possiamo farlo prendendoci la responsabilità di scegliere e smetterla di lamentarci perchè non possiamo soddisfare tutti i desideri che i media ci iniettano nel cervello.
Un sincero e profondo abbraccio a tutte quelle persone che in Italia sono realmente in crisi.
Per chi volesse aiutare un concreto cambiamento, consiglio vivamente di leggere le pagine di questo sito:
LIFEGATE

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